Mosky Silver Horse: il Klon economico che non ti aspetti

di | 8 Agosto 2026

Può un pedale da circa 40 euro avvicinarsi al carattere di uno degli overdrive più mitizzati della storia della chitarra elettrica?

Quando si parla di Klon Centaur, il rischio è sempre quello di entrare nel territorio delle leggende. Negli anni questo pedale è diventato molto più di un semplice overdrive: è un vero e proprio oggetto di culto, ricercato da musicisti e collezionisti e capace di raggiungere quotazioni che superano di gran lunga il costo di una normale pedalboard.

Proprio per questo motivo il mercato si è rapidamente riempito di cloni, reinterpretazioni e versioni più o meno fedeli del celebre circuito progettato da Bill Finnegan. Alcuni sono realizzati da marchi boutique e vengono venduti a cifre importanti; altri arrivano dalla Cina e promettono prestazioni simili a un prezzo quasi irrisorio.

Tra questi troviamo il Mosky Silver Horse, un mini overdrive che negli ultimi anni ha attirato l’attenzione di molti chitarristi per il suo sorprendente rapporto qualità/prezzo. A prima vista sembra uno dei tanti cloni economici presenti sul mercato, ma basta aprirlo e provarlo con attenzione per scoprire alcune soluzioni tecniche decisamente interessanti.

In questo articolo vedremo come è costruito, analizzeremo i componenti principali presenti sulla PCB e cercheremo di capire quanto della filosofia del Klon sia realmente presente all’interno di questo piccolo stomp-box. Naturalmente non mancherà la prova sul campo con single coil e humbucker, per verificare se dietro il prezzo contenuto si nasconde davvero un pedale capace di andare oltre le aspettative.

Cos’è esattamente

Il “Silver Horse” è, in sostanza, un Klon-style overdrive in formato mini stomp-box con alimentazione è a 9V (50mA di assorbimento). Come tutti gli effetti in questo formato, non è possibile inserire una batteria.

Ha tre controlli:

GAIN – quantità di overdrive
TONE – controllo di tono
OUTPUT – volume d’uscita

e un piccolo selettore VOICE, che offre due modalità di clipping. Questo selettore non è presente nel Klon originale e modifica il comportamento della sezione di clipping.

Uno sguardo al suo interno

Il Silver Horse è costruito secondo una filosofia estremamente semplice: un piccolo contenitore metallico, una singola scheda elettronica e pochi elementi elettromeccanici montati direttamente sul circuito.

Lo smontaggio è piuttosto semplice e non richiede particolari attrezzature. È sufficiente un piccolo cacciavite e, per i dadi dei connettori e dello switch, una chiave adatta.

Il primo passaggio consiste nella rimozione delle tre manopole relative ai potenziometri Gain, Tone e Output.

Le manopole sono semplicemente calzate sugli alberini dei potenziometri e possono essere sfilate senza dover rimuovere alcuna vite.

Una volta rimosse le manopole, risultano accessibili i dadi che fissano i potenziometri al pannello superiore del pedale.

Il pannello inferiore è fissato al resto del contenitore tramite quattro viti, una per ciascun angolo e, una volte rimosse è possibile accedere alla all’interno dal corpo del pedale.

A questo punto è già possibile osservare la particolare costruzione interna del Silver Horse: non troviamo cablaggi complessi tra i vari componenti, ma una soluzione estremamente compatta nella quale la maggior parte degli elementi è direttamente collegata alla PCB.

Per liberare completamente il circuito dal contenitore è necessario rimuovere il dado che blocca lo switch di attivazione dell’effetto sul pannello superiore, i due dadi dei connettori jack e i tre dei potenziometri.

È interessante notare come il Silver Horse utilizzi una costruzione estremamente compatta: potenziometri, switch e connettori fanno capo direttamente alla scheda elettronica, riducendo al minimo il cablaggio interno. Il risultato è una costruzione semplice, economica e funzionale, che permette di racchiudere l’intero circuito in un formato estremamente ridotto.

Il circuito: un Klon in miniatura?

Non disponendo dello schema elettrico completo del Silver Horse, l’analisi può comunque partire dall’identificazione dei principali componenti presenti sulla PCB e dalla loro funzione all’interno del circuito.


Uno degli elementi più interessanti è l’integrato tipo 7660S (charge pump/converter DC-DC), utilizzato come convertitore di tensione. Il circuito sfrutta questo componente per ottenere, a partire dall’alimentazione esterna di 9 V, una tensione interna più elevata, portando l’alimentazione del circuito a circa 18V. Si tratta di una scelta particolarmente significativa perché consente di aumentare l’headroom disponibile negli stadi di amplificazione e clipping, ed è una delle caratteristiche che richiamano più direttamente la filosofia circuitale del Klon Centaur.

L’amplificazione e l’elaborazione del segnale sono affidate a due TL072, diffusi amplificatori operazionali a basso rumore e con ingresso JFET. I quattro amplificatori operazionali complessivamente disponibili nei due integrati vengono impiegati nei diversi stadi del pedale, comprendendo l’amplificazione del segnale e la sezione di controllo del tono.


Particolarmente interessante è la sezione di clipping, il cui comportamento può essere modificato attraverso lo switch presente sul pannello del pedale. Il selettore permette infatti di scegliere tra due differenti coppie di diodi: LED oppure diodi al germanio. La scelta dei diodi modifica in maniera sensibile il modo in cui il segnale viene limitato quando supera la soglia di conduzione, influenzando sia la quantità di distorsione sia la sua caratteristica timbrica e dinamica.
L’impiego dei LED offre una soglia di conduzione più elevata e, conseguentemente, una maggiore escursione del segnale prima dell’intervento del clipping. I diodi al germanio, al contrario, intervengono a livelli inferiori e producono una saturazione più precoce e generalmente più dura.


Questa possibilità di selezionare il tipo di clipping è una delle caratteristiche che rende il Silver Horse particolarmente interessante rispetto a un semplice clone del circuito originale. Mosky ha infatti mantenuto alcuni degli elementi fondamentali della filosofia del Klon — tra cui l’alimentazione a tensione elevata — introducendo al tempo stesso una possibilità di personalizzazione del carattere della distorsione che non era presente nel progetto originale.
Senza uno schema completo non è possibile ricostruire con assoluta certezza il percorso del segnale e la funzione di ogni singolo componente. L’analisi della PCB, tuttavia, permette già di riconoscere una struttura circuitale chiaramente ispirata alla famiglia dei Klon-style overdrive, con particolare attenzione a headroom, amplificazione e clipping.

Qualità costruttiva: piccolo ma ben fatto

Nonostante le dimensioni estremamente contenute e il prezzo di vendita ridotto, il Silver Horse restituisce una sensazione di solidità decisamente superiore alle aspettative. Il contenitore è realizzato interamente in metallo e appare sufficientemente robusto da poter sopportare senza particolari problemi il normale utilizzo su una pedalboard. Una volta aperto, anche la PCB conferma una buona cura costruttiva: il layout è ordinato, i componenti sono disposti in modo razionale e le saldature, almeno a un esame visivo, appaiono pulite e ben realizzate.

Anche i potenziometri sembrano essere di qualità adeguata. Durante l’utilizzo non si avvertono rumori, scricchiolii o variazioni indesiderate del segnale durante la loro rotazione, elemento tutt’altro che scontato in questa fascia di prezzo. L’impressione generale è quindi quella di un prodotto semplice ma costruito con una certa attenzione.

L’elemento che convince meno è rappresentato dai jack di ingresso e uscita, che appaiono di qualità leggermente inferiore rispetto al resto della costruzione. Non costituiscono necessariamente un problema nell’uso quotidiano, ma sono probabilmente il componente sul quale è stato fatto il compromesso più evidente per contenere costi e dimensioni.

Dal punto di vista ergonomico, invece, le dimensioni ridotte presentano inevitabilmente qualche compromesso. I tre potenziometri sono molto ravvicinati e anche lo switch occupa uno spazio estremamente contenuto; durante l’utilizzo non è quindi particolarmente comodo intervenire sui controlli, soprattutto quando il pedale è inserito all’interno di una pedalboard affollata. È il classico compromesso del formato mini: si guadagna spazio, ma a scapito dell’accessibilità dei controlli.

Nel complesso, tuttavia, il Silver Horse lascia una buona impressione. Al di là dei piccoli compromessi, la costruzione appare solida, la PCB è ordinata e la componentistica sembra adeguata alla fascia di prezzo, facendo del pedale un oggetto che, almeno sotto il profilo costruttivo, sembra poter offrire una buona affidabilità nel normale utilizzo.

La prova sul campo: single coil e humbucker a confronto

Dal punto di vista sonoro, il Silver Horse si dimostra un overdrive estremamente sensibile alle caratteristiche del pickup utilizzato, e proprio questo costituisce uno degli aspetti più interessanti del pedale. Con una chitarra equipaggiata con single coil, il carattere del suono rimane aperto e dinamico: il pedale aggiunge corpo e una piacevole saturazione senza cancellare la componente brillante tipica di questo tipo di pickup. Con il gain contenuto, il Silver Horse funziona molto bene anche come clean boost, aumentando il livello del segnale e spingendo l’amplificatore verso una saturazione più pronunciata. Alzando progressivamente il gain, il suono diventa più compresso e ricco di armoniche, mantenendo comunque una buona risposta alla dinamica del plettro e al volume della chitarra.

Il comportamento con i pickup humbucker è altrettanto interessante, ma assume un carattere decisamente più corposo. Il maggiore livello di uscita e la maggiore quantità di basse e medio-basse fornita dagli humbucker fanno lavorare il Silver Horse in una zona di saturazione più intensa, producendo un suono pieno, sostenuto e decisamente più aggressivo. In questo caso il controllo del gain diventa particolarmente importante: valori elevati possono portare rapidamente a un suono molto saturo e compresso, mentre impostazioni medio-basse permettono di conservare una buona definizione delle singole note. È proprio con gli humbucker che emerge in modo evidente la funzione del Silver Horse come overdrive per spingere un amplificatore già in saturazione, aggiungendo sustain e densità senza necessariamente trasformare il timbro di partenza.

Il confronto tra i due tipi di pickup mette quindi in evidenza una delle qualità principali del pedale: la capacità di adattarsi alla sorgente senza imporre un carattere eccessivamente invasivo. Con i single coil può diventare un ottimo strumento per aggiungere corpo e saturazione; con gli humbucker si trasforma più facilmente in un vero e proprio boost di gain e sustain. La possibilità di scegliere tra clipping a LED e clipping al germanio amplia ulteriormente questo ventaglio sonoro, permettendo di privilegiare, a seconda delle esigenze, maggiore headroom e dinamica oppure una saturazione più morbida e anticipata.

Conclusioni: un piccolo overdrive dal grande rapporto qualità/prezzo

Il Mosky Audio Silver Horse si è dimostrato un overdrive particolarmente interessante, soprattutto considerando il prezzo di circa 40€ al momento della stesura di questo articolo. Non è soltanto un pedale economico che cerca di imitare un prodotto molto più costoso: dietro il piccolo contenitore metallico troviamo un circuito curato, una PCB ben realizzata e alcune scelte progettuali interessanti, come l’alimentazione interna a 18 V e la possibilità di scegliere tra clipping a LED e al germanio.

Dal punto di vista sonoro, il Silver Horse offre una notevole versatilità: può essere utilizzato come clean boost, overdrive a basso gain o come booster per spingere un amplificatore già in saturazione. Il comportamento con single coil e humbucker è convincente e il carattere del pedale rimane sufficientemente dinamico da renderlo utilizzabile in contesti molto diversi.

I compromessi naturalmente esistono. I jack sembrano essere il componente meno convincente dal punto di vista costruttivo e il formato estremamente compatto rende i controlli meno comodi da utilizzare rispetto a quelli di un pedale di dimensioni standard. Sono però difetti difficili da considerare realmente penalizzanti quando si tiene conto del prezzo.

In definitiva, il Silver Horse rappresenta un prodotto con un rapporto qualità/prezzo decisamente favorevole. A circa 40 €, offre una costruzione solida, un circuito interessante e soprattutto un suono capace di competere con prodotti appartenenti a fasce di prezzo superiori. Non sarà probabilmente il pedale definitivo per ogni chitarrista, ma per chi cerca un Klon-style economico e versatile, è certamente un oggetto che merita di essere preso in considerazione.

PRO

  • Ottimo rapporto qualità/prezzo
  • Costruzione metallica e PCB ben realizzata
  • Suono dinamico e versatile con single coil e humbucker
  • Clipping selezionabile LED/Germanio

CONTRO

  • Jack IN/OUT di qualità migliorabile
  • Controlli poco comodi a causa del formato mini

Se cercate un ingresso economico nel mondo dei circuiti ispirati al Klon, il Silver Horse è probabilmente uno dei migliori rapporti qualità/prezzo oggi disponibili. Non sostituisce necessariamente pedali di fascia alta, ma offre prestazioni sorprendentemente mature a un costo quasi irrisorio.

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