Assembliamo una “Stratocaster” – pt. 1

di | 18 Gennaio 2016

Era da tempo che avevo voglia di cimentarmi nella costruzione di una chitarra elettrica. La liuteria mi ha sempre affascinato, ma il timore di non essere all’altezza e la paura di creare un qualcosa di non propriamente suonabile, mi ha fatto sempre desistere. Ma se mai si comincia come si fa a fare esperienza? Certamente solo provando si potranno scoprire quali sono i punti critici dello strumento e, cosa più importante, il corretto approccio alla sua realizzazione. Insomma, la sfida è grande e impegnativa, ma vuoi mettere la soddisfazione nel “cucirsi addosso” una chitarra dove si è liberi di scegliere anche il più piccolo dettaglio? A parole è facile, ma nella pratica le cose sono ben diverse. Sicuramente la parte più critica è il manico, dove anche un piccolo problema di stagionatura del legno può creare torsioni tali da renderlo inutilizzabile. Inoltre, l’installazione del “truss-road” e la realizzazione di una tastiera “precisa” non è alla portata di tutti, dato che richiede molta perizia. Vogliamo parlare dell’accoppiamento corpo/manico? Anche qui bisogna essere precisi e dotati di un’adeguata attrezzatura. Essendo questa la mia prima realizzazione ho pensato che forse è meglio non partire da zero, ma da una “base” che mi potesse far fare esperienza senza incappare in gravi errori. Come? Partire con un semplice assemblaggio. Certo, non sarà il massimo del “DIY”,  ma avere corpo e manico che mettono al riparo eventuali problemi di costruzione, non è cosa da poco. Quindi cosa andrò a costruire? Una copia di una Fender Stratocaster ovviamente, con il classico accoppiamento di legno Alder (Ontano) per il corpo e del Maple (Acero) per il manico. Essenze che hanno fatto la “storia” del suono Stratocaster, sempre riconoscibile con quella sua personale tonalità: asciutta, calda e brillante sugli alti.

L’acquisto dei “legni” è stata abbastanza problematica. La Stratocaster è una delle chitarre più famose, con un mercato fornitissimo sia di ricambi su licenza dal prezzo non proprio popolare, che di “kit” dal costo irrisorio ma dalle dubbie qualità. Qui è facile imbattersi in essenze “strane”, come un qualcosa spacciato per tiglio, oppure in costruzioni a risparmio che prevedono l’uso di più pezzi giuntati (3 o più) non solo per il corpo ma anche per il manico. Ovviamente, non ho preso minimamente in considerazione un qualcosa di così economico, vuoi per essere certi di un qualcosa di fatto a regola d’arte ma anche per rimanere il più possibile fedeli all’originale. La mia ricerca si è concentrata su un qualcosa di qualitativamente superiore, reperibile sul territorio nazionale, che rispettasse la tipologia di legno originale e, ovviamente, al giusto prezzo. L’acquisto, sia del corpo e del manico, è stato fatto su BoxGuitar, negozio di Torino ben fornito che si è rivelato ottimo anche dal punto di vista della spedizione. Ottimo imballaggio e spedizione veloce.

Il corpo

Come detto il corpo scelto è in Ontano grezzo, due pezzi con giunzione centrale, di produzione giapponese dalla buona qualità generale (per chi fosse interessato il codice dell’articolo è  BSA2U).

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Vista frontale

Le dimensioni sono precise e la qualità della finitura è buona e al tatto si presenta molto ben levigato. La linea di giunzione tra i due pezzi è quasi invisibile e l’alloggiamento per il ponte è per il tipo “Vintage”, quindi a 6 fori con spaziatura di 11,3 mm.

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Vista posteriore

Anche il retro del corpo è ben rifinito e qui la giunzione è totalmente invisibile. La differenza tra un corpo di tipo “Vintage” e un “Modern” è anche data dalle smussature per il braccio e per il corpo che sono più pronunciate. A mio avviso, rendono lo strumento più comodo quando lo si suona da seduti. Sono presenti tutti i fori necessari, tranne per il montaggio del battipenna anteriore e del copri molle posteriore.

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Smusso per l’avambraccio

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Smusso per il corpo

Per il body, avendo dalle belle venature, ho pensato che forse una finitura trasparente, oppure la classica“sunburst”, potesse dargli maggiore risalto. Bagnando con un po’ d’acqua la superficie, ho potuto “immaginare” il risultato. Non male direi…

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Venature in rilievo

Per questa prima parte è tutto, ma nel prossimo post vedremo in dettaglio il manico che andrà a completare questa Stratocaster.

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