Boss MT-2 Metal Zone – Modding

di | 16 Agosto 2016

Boss Metal Zone miniaturaBoss “Metal Zone”. Credo che non ci sia pedale di distorsione più famoso e controverso di questo: è amore oppure odio, nessuna sfumatura nel mezzo. L’ho provato la prima volta credo a metà degli anni ’90 ed allora lo trovavo fantastico. Distorsione devastante, ottima per il metal più cattivo. E quei controlli di tono parametrici con cui sperimentare varie sonorità. Il tutto in un pedalino dal look molto duro. Da allora sono passati tanti anni e, qualche tempo, fa ho avuto la possibilità di scambiarlo un clone del “Riot” Distortion. Pazzo direte voi, e forse avete ragione, ma la voglia di riascoltarlo era tanta, viste le emozioni regalatemi.

Riprovato a distanza di anni e, con molta più esperienza sulle spalle, posso dire che il “Metal Zone” fa veramente pena! 😀 E’ un tipo di sonorità un po’ datata, con frequenze medie scavate che fa tanto figo, ma in realtà ti fanno solo “sparire” nel mix con altri strumenti. Inoltre c’è sempre quella fastidiosa sonorità da wha-wha sempre inserito che non si riesce ad eliminare neanche con i controlli di tono che, tra l’altro, sono anche di difficile gestione. Tutto questo ne fa un distorsore difficile e poco immediato nell’uso. Pregi? Il fatto di essere molto silenzioso per un pedale “high gain”.

Il circuito elettrico

Boss MT-2 schematic

Boss MT-2 Schema elettrico

Dando uno sguardo al circuito elettrico di questo distorsore, la prima cosa che salta all’occhio è ovviamente la sua complessità. La parte più interessante di questo circuito è, oltre alla sezione di controllo toni di tipo parametrico, l’elevato numero di filtri posti sul circuito che modellano pesantemente il suono. Abbiamo tre filtri attivi del tipo giratore sulla controreazione degli OP-Amp che hanno la funzione di “esaltare” determinate frequenze. Il più importante è quello nel primo stadio, che fa in modo di amplificare maggiormente le frequenze intorno a 1KHz di circa 4dB. Ecco il responsabile del “wha sound” del metal zone! Una descrizione veramente dettagliata del circuito, è disponibile su http://electricdruid.net/boss-mt-2-metal-zone-pedal-analysis/, quindi non mi dilungherò sulla descrizione dello schema elettrico.

Aggiungo solo che questa circuitazione è stata “riutilizzata” anche da altre case, vedi il “Metal Muff” di Electro Harmonix e il “FAB Metal Distortion” di Danelectro, in cui hanno solo semplificato la sezione controllo toni. Oppure il Behringer “UM-300 Ultra Metal, che è praticamente un clone molto economico. Non nascondo che mi hanno sempre fatto sorridere le diatribe tra esaltatori del Metal Muff e detrattori di Metal Zone, dato che sono praticamente uguali anche nel suono! 😀

Uno sguardo all’interno

Mi sono sempre piaciuti questi case della Boss: praticamente indistruttibili! Forse tranne questo, dove un piccolo incidente ha causato la rottura del potenziometro di distorsione 😛

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L’accesso all’elettronica a molto semplice. Con un semplice cacciavite a croce si rimuovo le quattro viti della piastra inferiore ed è praticamente aperto. Facilissimo.

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I pcb sono di tipo tradizionale, quindi niente componentistica SMD. Il cablaggio si presenta molto ordinato, ed un unico flat cable effettua il collegamento tra la piastra principale e la secondaria, che ospita i potenziometri.DSC01925

Modding

Come già anticipato questo distorsione è affetto da un paio di difetti, che ne pregiudicano la resa sonora. Principalmente i medi nasali e scavati, il tutto condito controlli di tono non proprio settati al punto giusto. Su internet vengono proposte molte soluzioni che promettono di migliorare questo Metal Zone, ed alcune sono veramente invasive. La più interessante è quella che viene chiamata “Diezel” e non ha niente a che vedere con l’omonima marca di amplificatori. L’ideatore è stato un certo Brian Wampler… vi dice niente il nome? Si, quello di Wampler Pedals.

Le modifiche da apportare sono molto semplici e soprattutto reversibili, utili nel caso si voglia tornare indietro. Per chiarezza ho riportato sullo schema i componenti soggetti a modifica.

Boss MT-2 mod

Lo schema con le modifiche apportate

Come potete vedere i componenti da eliminare o modificare sono veramente pochi. In totale si toccano solo quattro condensatori e due diodi al silicio.

Le modifiche proposte da Brian Wampler, agiscono proprio per correggere i difetti esposti precedentemente. Si inizia con la rimozione dei condensatori C25 e C35. In questo modo vengono esclusi i “gyrator” a 1KHz e 5KHz responsabili del brutto suono nasale e tagliente.

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La posizione dei condensatori C25 e C35

I diodi al silicio D3 e D4 vengono sostituiti con dei comuni 1N4007 collegati in modo asimmetrico, ammorbidendo cosi la distorsione e rendendola più gradevole. In realtà qui si possono sperimentare altre soluzioni, come diodi led, diodi al germanio oppure un misto. Interessante potrebbe essere l’utilizzo di mosfet come nell’ OCD di Fulltone.

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I tre diodi di clipping in configurazione asimmetrica

Il condensatore C36, portato a 100nF, serve per centrare meglio il punto di lavoro del potenziometro dei medi, rendendolo più utilizzabile. L’ultima modifica riguarda il valore di C42 di ingresso, che passa da 47nF a 1uF.

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La posizione di C42. E’ il condensatore di colore blu

 Conclusioni

Sono molto soddisfatto del risultato ottenuto. Queste semplici (ed economiche) modifiche hanno portato il Metal Zone ad un livello più alto. Il tono nasale è scomparso ed ora sembra più convincente come tonalità generale. Ricorda il Marshall Guv’nor 2 plus, di cui avevo parlato tempo fa, ma con più cattiveria. Il circuito di clipping asimmetrico svolge un lavoro egregio ammorbidendo la pasta sonora mentre il potenziometro dei medi lavora su frequenze migliori. Purtroppo i +/- 15dB di escursione dei toni rendono sempre poco agevole la loro regolazione.

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